(…) La premessa fondamentale che deve orientare la nostra ricerca, la linea essenziale che governa tutta l’architettura dell’Incarnazione, epperciò della Redenzione, è questa: dato il posto essenziale che l’umanità di Cristo occupa nella economia del cristianesimo, ad essa è intrinsecamente connesso, come effetto a causa, tutto il sistema sacramentale quindi tutto il Corpo mistico e quindi tutto il sistema circolatorio della grazia; e dato che l’umanità di Cristo è l’umanità di Maria [Mater Dei, Mater Christi], i misteri della umanità di Cristo si radicano in certo modo nella umanità di Maria e sono anche, in certo modo, i misteri della umanità di Maria.

(…) La vita di Gesù è costituita da un complesso di misteri che si coronano nella resurrezione e nella ascensione? Ebbene: il principio di solidarietà e di correlazione fra Cristo e la Madre ci permette di stabilire che anche la vita di Maria è costituita da un complesso analogo di misteri che si coronano nella assunzione al Cielo del corpo verginale di Maria. L’ontologia soprannaturale – direi quasi – domanda questa assunzione della Madre del Verbo: l’architetto che ha «costruito» l’ascensione non poteva – direi arditamente – non costruire l’assunzione: l’una esige (in certo modo) l’altra: non è piena la prima (per dir così) se non c’è la seconda: dove c’è Gesù c’è Maria!
(…) La teologia mariana va sviluppando e sempre più svilupperà il principio di correlazione fra i misteri di Cristo e quelli di Maria: questo mistero dell’assunzione posto in relazione essenziale con quello della resurrezione e della ascensione proietterà vivissima luce sui misteri soavi dell’amore e della redenzione!


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